Tributo a Vincenzo Bellavista (1943-2007)
Nasce a Savignano sul Rubicone il 12 settembre 1943 e muore a Longiano il 21 maggio 2007 per un improvviso arresto cardiaco. Artefice della trasformazione da piccola impresa a grande impresa nazionale della cooperativa Cocif, un'azienda che produce infissi in legno ed arredamento con un fatturato di 100 milioni di Euro e con 500 lavoratori fra soci e dipendenti.
La Cocif nasce nel 1945 e Bellavista fa il suo ingresso in azienda nel 1965: con una carriera davvero brillante ne diventa Presidente nel 1972 e nel 1997 Direttore Generale.
I numeri della crescita di questa società sono davvero eccezionali. Da impresa artigianale si specializza nella produzione di porte rafforzando il suo management e potenziando le linee di produzione: queste sono proprie in sintesi le direttive guida di Bellavista. Nel 1999 lascia la carica di Presidente del CdA della Cocif e diventa Direttore Generale.
I parametri di crescita economica di questa società sono diventati oggetto di studio: il suo successo imprenditoriale ha davvero pochi altri esempi simili in Italia. Il fatturato è passato da 27 miliardi di Lire del 1987 a oltre 85 milioni di Euro nel 2006 e l'occupazione è duplicata passando da 217 lavoratori a 437 nel 2006 senza considerare poi che nell'indotto hanno occasione di lavorare almeno altre 3.000 persone.
Ha ottenuto numerosi riconoscimenti:
- La Camera di Commercio di Forlì-Cesena nel 2003 gli consegna il Premio al merito per essersi distinto nelle attività economiche in Italia e all'estero.
- Nel 2005 la città di Rimini gli conferisce la cittadinanza onoraria per la grandi qualità di imprenditore con grande amore per lo sport che ha saputo dimostrare come è possibile coniugare il mondo imprenditoriale con quello sportivo ed ottenere risultati entusiasmanti come condurre una squadra dalla C2 alla serie B.
- Ancora un riconoscimento da parte della Cassa di Risparmio di Cesena che il 22 Aprile 2007 lo nomina Socio. Contemporaneamente la Romagna Est Banca di Credito Cooperativo invita la Cocif a diventare Socio della Banca.
Ancora oggi la Cocif è una delle più solide realtà imprenditoriali in Italia, leader per la produzione di infissi, opera anche in Cina e Giappone. La qualità dei suoi prodotti è ottima. L'azienda ha un patrimonio sociale che ha registrato anche acquisizioni immobiliari: circa 750 ettari alla foce del Po, una bella villa di rappresentanza ed un'invidiabile pinacoteca, una tra le migliori collezioni private italiane con opere di Guttuso, De Chirico, Morandi...
Tanti sono stati anche gli investimenti nel campo sociale da parte della Cocif: impegno per i centri di ricerca scientifica, istituti di cura oncologica, associazioni Onlus a difesa dei bambini, interventi nelle zone terremotate, nelle missioni della Chiesa Cattolica. Uno degli ultimi atti di solidarietà è il recente accordo con il Premio Nobel Rita Levi Montalcini per l'aiuto nella ricerca scientifica dell'EBRI, Istituto Ricerca Europeo sul Cervello di cui la Levi Montalcini è Presidente, insieme all'aiuto alle donne del terzo mondo sempre attraverso la Fondazione Levi Montalcini.
Oltre ad essere un grande imprenditore è un grande appassionato di sport. Negli anni giovanili giocò a livello agonistico nelle squadre di calcio romagnole e la passione rimase intatta negli anni. Lo stesso impegno e determinazione che ha profuso nella sua vita imprenditoriale e nella solidarietà sociale lo ha riversato nel Rimini Calcio come Patron. Nel maggio 1994 ha acquistato la società calcistica che si trovava sull'orlo del fallimento. La squadra in quel momento era in C2. I progetti sono davvero ambiziosi e con tenacia vengono raggiunti: nella stagione 2002/2003 il Rimini si piazza al secondo posto della classifica e conquista ai play-off la promozione in C1. Trascorrono solo due anni e la squadra passa in serie B.
Vincenzo Bellavista scompare improvvisamente a 64 anni per un infarto cardiaco il 21 maggio 2007. La sua passione, determinazione, capacità imprenditoriale e umanità rimane incisa indelebilmente nel cuore dei romagnoli, tifosi o collaboratori che hanno avuto l'occasione di incrociarne la vita.
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